EDITORIALE

A LUIGI e VALERIO,
PER SEMPRE NEI NOSTRI CUORI
“Sparirà con me ciò che trattengo, ma ciò che dono resterà nelle mani di tutti”
(Rabindranath Tagore)
Quest’anno abbiamo perso due persone che erano e rimarranno nel cuore di tanti di noi: Luigi Maiuri e Valerio Nobili.

 

Se ne sono andati improvvisamente, a breve distanza l’uno dall’altro. Luigi si è spento il 10 febbraio a 64 anni,Valerio il 16 marzo a 53 anni. Due persone, prima ancora che medici e ricercatori quali erano entrambi, di altissima levatura umana e morale, che hanno lasciato una traccia profonda nella Società Scientifica a cui apparteniamo, in virtu’ di quanto hanno scoperto e saputo comunicare. Avevano entrambi un amore profondo per la Scienza Medica, che li aveva portati, in settori diversi, a raggiungere risultati importanti nel proprio lavoro.
Luigi Maiuri era nato a Cosenza il 1 aprile 1954, si era Laureato nel 1977 all’Università “La Sapienza” di Roma e nel 1980 si era specializzato all’ Università “Federico II” di Napoli. Era professore associato presso l’Università del Piemonte orientale. Nel 2014 aveva conseguito l’abilitazione nazionale a Professore Ordinario. Il 1°novembre del 2017 aveva assunto la carica di direttore della Struttura complessa universitaria di pediatria dell’azienda ospedaliero-universitaria di Novara. Era anche direttore scientifico dell’ “European Institute for Research in Cystic Fibrosis” (IERFC Onlus) dell’ Ospedale San Raffaele di Milano.La sua ricerca è stata da sempre focalizzata sulla comprensione dei meccanismi di malattia e sulla loro modulazione. Nel campo delle malattie autoimmuni è stato il primo a identificare il ruolo della risposta immune innata e della IL 15 nella celiachia (Lancet, 2003). Nel campo della biologia cellulare aveva scoperto il ruolo del difetto di autofagia inFibrosi Cistica (FC) (Nature Cell Biology, 2010).
Era diventato presidente della SIGENP in un momento difficile, in cui la Società stava rischiando di spaccarsi per alcuni dissidi interni. In quel momento è stato l’uomo della mediazione. Mite ma deciso, umile ma consapevole del proprio valore umano e scientifico, era stato capace di ricucire quei rapporti che si stavano sfilacciando. Dopo i suoi tre anni di Presidenza, le difficoltà del periodo precedente erano ormai un ricordolontano. “Posso dimenticare i torti, ma non il bene ricevuto”, questa una frase che ha spesso ripetuto nell’arco della sua vita. Un uomo che ha vissuto la sua esistenza con uno slancio sempre positivo, che ha sempre saputo guardare avanti. Innamorato perso della sua famiglia, oltre che del suo lavoro.
Valerio Nobili era nato a Milano il 10 aprile 1966, ma vissuto per molti anni a Monterotondo (la sua “Round Mountain” come era solito scherzosamente chiamare la sua città di adozione), che lo ha abbracciato nell’ultimo saluto il 18 marzo. Aveva conseguito la Laurea in Medicina e Chirurgia nel 1990 e la Specializzazione in Pediatria nel 1994 presso l’Università la “Sapienza” di Roma. Nel 2010 assumeva l’incarico di Responsabile del Laboratorio di Ricerca Malattie Epatiche dell’Ospedale “Bambino Gesù”. Nel 2013 veniva nominato Responsabile della Struttura Complessa di Malattie Epato-Metaboliche e membro del Comitato Etico della stessa Istituzione. Il 1° gennaio 2018 assumeva la Responsabilità della Struttura Complessa di Epato-Gastroenterologia e Nutrizione dell’Ospedale “Bambino Gesù”. Dal 2018 ricopriva inoltre l’incarico di Professore Associato presso l’Università di Roma “La Sapienza”. Dal 2010 è stato membro dell’ Hepatology Committee dell’ESPGHAN e vice-Presidente della SIGENP dal 2010 al 2013.
Innamorato della scienza, curioso ed instancabile nell’inseguire le proprie intuizioni, è stato il pioniere della ricerca relativa alla comprensione dei meccanismi fisiopatologici alla base del fegato grasso e alle possibilità di cura e prevenzione di tale patologia. Il suo impegno in tale settore di ricerca era stato coronato nel 2018 nell’ambito dell’European Association fo the Study of the Liver (EASL), con l’incarico di Coordinatore del Registro Europeo pediatrico di tale patologia. Le sue doti di umanità e simpatia, sempre associate ad un atteggiamento di genuina goliardia, erano il tratto distintivo del suo carattere che maggiormente lo caratterizzava e lo faceva amare da tutti. Presente sul lavoro a partire dalle primissime ore del mattino, dedicava i pomeriggi alla sua Simona, il vero grande amore della sua vita.
Ci mancherete tanto.

Antonella Diamanti e Mariella Baldassarre

 

 

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