Dieta chetogena: fisiopatologia e indicazioni cliniche

Ketogenic diets: pathophysiology and therapeutic implications

Arianna Maiorana, Giovanna Cotugno, Lucilla Manganozzi, Carlo Dionisi-Vici

UOC Patologia Metabolica, Dipartimento di Pediatria, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, Roma

La dieta chetogena (DC) è un regime alimentare ad elevato contenuto lipidico e basso contenuto glucidico e proteico, che è stato utilizzato come terapia per l’epilessia refrattaria per circa un secolo e che costituisce il trattamento elettivo in due patologie metaboliche caratterizzate da alterazioni del trasporto e dell’utilizzazione del glucosio, il deficit di GLUT1 e il deficit di PDH. La DC classica è calcolata in un rapporto di grammi di lipidi versus grammi di carboidrati più proteine. È costituita da trigliceridi a lunga catena (LCTs) in rapporto di 3:1-4:1 rispetto a carboidrati più proteine. La DC fornisce un substrato energetico alternativo al glucosio ed ha effetti neuroprotettivi. Nell’ultimo decennio l’interesse per la DC è stato sempre maggiore per la sua provata efficacia e per la sua applicazione in diverse patologie. Si è dimostrata efficace nel controllo del peso corporeo e in altre condizioni patologiche con insulino-resistenza come il diabete, l’ovaio policistico e l’acne, oltrechè in varie malattie neurologiche, oncologiche, cardiovascolari, respiratorie e metaboliche. Recentemente è stata inoltre utilizzata con successo nel miglioramento dei sintomi muscolari e della cardiomiopatia in pazienti con glicogenosi di tipo III, fornendo una fonte energetica alternativa sotto forma di corpi chetonici.

Nel corso degli anni, alla DC tradizionale si sono aggiunte nuove varianti per migliorare la compliance alimentare dei pazienti sia in età pediatrica che nell’adulto. Sono ad oggi disponibili 4 tipi di DC: la DC classica, la DC con acidi grassi a catena media (MCT), la dieta Atkins modificata (MAD) e la dieta a basso indice glicemico (LGIT).

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